Giancarlo Tacchi

Le minoranze rivoluzionarie

dalla crisi del 1929 alla vigilia della guerra

Lineamenti di uno studio critico  

2003 - 8° - br. - 272 pp. - Euro 22,00

Stati Uniti 1929-1933. Il Grande Crollo - Germania 1930-1933. La sconfitta del movimento operaio - Spagna 1931-1934. La repubblica borghese - Francia 1933-1936. Il Fronte Popolare e l'occupazione delle fabbriche - Spagna 1936-1937. Rivoluzione e controrivoluzione - Germania 1936-1937 - Stati Uniti 1934-1939. Dalle grandi lotte sociali alla guerra - In ricordo di Giancarlo. Momenti del declino di «Programma comunista» (C. Saletta) - Nomi citati  

La Grande Depressione è stata la più devastante fra tutte le crisi che hanno accompagnato la storia del capitalismo. Tuttavia, malgrado il fatto che il ciclo di lotte operaie dal 1934 al 1937 sia stato inferiore soltanto a quello del 1917-1923,  il sistema sopravvisse e si rafforzò. I lavoratori non solo non riuscirono ad approfittare della situazione per abbattere il sistema, ma subirono una terribile disfatta materiale e spirituale, i cui effetti, avendo improntato direttamente la fase cruciale 1930-1945, si prolungano fino ai nostri giorni. Il periodo  dal 1917 al 1923 era stato caratterizzato dall'equilibrio delle forze di classe antagoniste e perciò poteva avere sbocchi diversi a seconda dei loro comportamenti politici. In altri periodi la storia sembra seguire invece una via obbligata. In questi casi rimane comunque la possibilità che la sconfitta avvenga nella chiarezza dei ruoli, segnando un punto di riferimento per tutto il movimento operaio, o almeno in modo che le battaglie perdute forniscano preziose indicazioni ai militanti rivoluzionari, così come avvenne per la Comune di Parigi e per il 1905 russo. Negli avvenimenti degli anni Trenta i rapporti di forza furono nettamente a vantaggio delle classi dominanti, ma quel che importa è che il gioco di questi rapporti fu tale da arrivare fino alla completa dissoluzione del movimento comunista perché non restò al proletariato la consapevolezza della reale collocazione delle forze in campo, né le correnti dissenzienti dalla socialdemocrazia e dallo stalinismo che egemonizzavano la classe operaia seppero fare un bilancio critico delle strategie adottate a partire dalla fine della prima guerra mondiale. I principali problemi che si posero – da quelli dell'intreccio fra rivendicazioni democratiche e lotta per il socialismo a quelli di valutazione delle fratture sociali, ideologiche, di mobilitazione all'interno del proletariato – restano ancora oggi aperti.

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