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PERCORSI |
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Roland Barthes VARIAZIONI SULLA SCRITTURA 1996 - 8° - br. ill. - 100 pp. - Euro 10,33 Punti di riferimento – Illusioni – Sistema – Posta in gioco – Godimento – Bibliografia – Nota biobibliografica sull'autore – Lezioni di scrittura (G. Zuccarino) – Note – Nomi citati In quest’opera del 1973 (destinata ad un volume collettivo italiano poi non realizzato ed edita solo di recente), Barthes delinea una sua personale e affascinante storia della scrittura. Strutturato in capitoletti o frammenti tematici, il libro prende in esame i diversi aspetti dell’atto di scrivere: dai gesti agli strumenti, dalle implicazioni psicologiche a quelle economiche, dalle differenze fra i vari sistemi di scrittura ai rapporti fra i segni grafici e quelli pittorici. In questo itinerario ricco di dati interessanti e spesso curiosi, la scrittura appare nella sua natura multiforme e complessa. Essa infatti si è prestata (e si presta tuttora) ad essere utilizzata come strumento al servizio del potere ma anche in opposizione ad esso, come mezzo di normalizzazione e selezione sociale ma anche come pratica individuale e gratificante. |
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Georges Bataille L’ARTE, ESERCIZIO DI CRUDELTÀ 2000 - 8° - br. ill. - 148 pp. L’arte, esercizio di crudeltà – La bruttezza bella o la bellezza brutta nell’arte e nella letteratura – L’utilità dell’arte – Goya – L’opera di Goya e la lotta di classe – L’impressionismo – Gustave Moreau, “l’attardato”
precursore del surrealismo – Van Gogh Prometeo – Esposizione di Oskar Kokoschka – Klee – I quadri politici di Picasso – Max Ernst filosofo! – Dalì urla con Sade – Premessa all’esposizione di Gaston-Louis Roux – I mangiatori di stelle – André Masson – Nota bio-bibliografica sull’autore – L’alterazione delle forme. Bataille e la pittura moderna (G. Zuccarino) – Nomi citati |
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Roger Caillois PIETRE 1998 - 8° - br. ill. - 136 pp. - Euro 13,43 PIETRE – Dedica – Mitologia – Fisica – Metafisica – Morale – Testamento – Note – TRE LEZIONI SULLE TENEBRE – Seguendo Saturno – Arcobaleno per la Melencolia – L'aridità – Nota biobibliografica sull'autore – Emblemi latenti. Caillois lettore delle pietre (G. Zuccarino) – Nomi citati In questo volume vengono riunite due opere di Caillois, Pierres (1966) e Trois leçons des Ténèbres (1978). L’una attesta il momento in cui uno studioso erudito ed eclettico scopre il mondo, per lui nuovo e affascinante, dei minerali, e impara a descriverne (con minuziosa attenzione e sorprendente eleganza stilistica) le stranezze e le bellezze. L’altra, pubblicata poco prima della morte dell’autore, parte dalla curiosa ipotesi che una pietra sia stata all’origine di una celebre incisione di Dürer, e finisce col contrapporre la tenace durevolezza delle rocce alle pretenziose ed effimere realizzazioni dell’arte e dell’ingegno umani. In pagine sapienti, nelle quali non mancano i riferimenti alle leggende del mondo classico, ai personaggi dell’antica Cina o all’arte del Rinascimento, le vere protagoniste restano però le pietre stesse, con la ricchezza e imprevedibilità delle loro forme e superfici, dei loro disegni e colori. |
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Jean Dubuffet A RUOTA LIBERA 1997 - 8° - br. ill. - 84 pp. - Euro 10,33 A ruota libera – Nota biografica – Bibliografia – Il non-luogo della pittura (L. Sasso) - Nomi citati A ruota libera, scritto in forma di autointervista e pubblicato postumo nel 1986, rappresenta un testo fondamentale per comprendere l’opera di Jean Dubuffet, una delle personalità più originali e controverse nel panorama artistico del secondo dopoguerra. La ricerca di un nuovo modo di fare arte per mezzo di materiali come le scorie di carbone, le spugne, le limature di ferro e il polistirolo, di tecniche come, per esempio, l’imballaggio, il rifiuto di tutte le categorie tradizionali, a cominciare dalle nozioni di realtà, autore, opera e cultura, l’insofferenza non solo verso l’arte da museo ma anche nei confronti di un esperienza radicale come quella della Patafisica, l’interesse per il buddismo o, in tutt’altra direzione, per l’art brut, le tappe, insomma, decisive dell’itinerario di Dubuffet sono in questo libro ricostruite, fatte affiorare con la rapidità e la chiarezza di un lampo, con la secca precisione di poche frasi. Trasportati dal mare di Le Havre al deserto del Sahara, dalle piazze arabe alle strade rettilinee delle metropoli occidentali restiamo di fronte, alla fine, ad un autoritratto insolito e indimenticabile, che ha l’andamento imprevedibile e ripetitivo di un sogno. |
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Marco Ercolani IL MESE DOPO L’ULTIMO Frammenti di un romanzo incompiuto 1999 - 8° - br. ill. - 188 pp. - Euro 12,90 Le notti del Messia (G. Zuccarino) – Prima notte – Seconda notte – Terza notte – Il mio vero romanzo – Il nodo scorsoio – Quarta notte – Quinta notte – Il Libro – La luce dell’ombra – Vero e falso – Sesta notte – Settima notte – Le città volanti – Un muro bianco – Le radici degli alberi – Ottava notte – Nona notte – Decima notte – Undicesima notte – Dentro lo specchio – Una mappa di voci – L’inspiegabile – Dodicesima notte La fama di Bruno Schulz, ormai considerato uno degli scrittori più originali e interessanti del Novecento europeo, resta legata ad un numero singolarmente esiguo di opere: due volumi di racconti, Le botteghe color cannella (1934) e Il Sanatorio all’insegna della clessidra (1937), ai quali si possono aggiungere solo pochi testi narrativi, critici o epistolari. Sappiamo però che parecchi altri scritti, in particolare una terza raccolta di racconti e un romanzo in corso di stesura, dal titolo Il Messia, sono andati perduti. La sorte di queste opere non è stata del resto dissimile da quella, tragica, del loro autore, spietatamente ucciso in quanto ebreo durante l’occupazione nazista del suo paese natale, Drohobycz, in Galizia. Scrivendo, sia pure solo in parte e per frammenti, quel Messia che Schulz non ha potuto far giungere fino a noi, Ercolani corregge la vita dello scrittore polacco, ripara – nell’unico modo concessogli, cioè con l’immaginazione – un’ingiustizia della sorte: perciò non può accontentarsi di vagheggiare una trama, ma deve tracciare le parole del testo assente, sostituire la propria mano a quella dello scrittore scomparso: Schulz, però, non è visto qui solo come un artista, ma anche come un uomo, un uomo barbaramente assassinato. A questa ferita, più profonda e irrimediabile di quella costituita dalla perdita di un capolavoro, la scrittura ha il dovere di opporsi. (Dall’introduzione di Giuseppe Zuccarino) |
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Marco Ercolani LEZIONI DI ERESIA 1996 - 8° - br. ill. - 160 pp. - Euro 10,33 LA LINEA CURVA – Il disegno grande – Il remo e la stella – La resurrezione dei morti – Con viva ripugnanza – Indegna di pregare – Il sacco di Hotai – Paesaggio con nebbia – La linea curva – L'ombra del pensiero – La nave sul muro – Il gelo della fiamma – LA NATURA DEL FULMINE – L'occhio ingenuo – La scrittura del corvo – Pazzo per il disegno – Le nature del fulmine – Parole per un volto – Kurtz – Verso la dissonanza – L'imperdibile – L'arte della creazione – Uno stile cretino – IL SEGRETO DELL'IKI – La nuova musica – Il segreto dell'Iki – Per contratto – Dall'astratto al possibile – Lettera a un «caporale – Lezione di eresia – Le forme della mano – Casa di terra – La funzione del vento – LA REPUBBLICA DELLE NUVOLE – Rom – Il volto di Marlene – Il cappello di Silien – Un caso clinico – L'istinto del nomade – Una porta chiusa – Giorno di festa – Obliquo – I sistemi complessi – La repubblica delle nuvole – IL MERIDIANO COMUNE – Il poema cancellato – Sguardo frontale – Quel riflesso scuro – Il meridiano comune – Il filo del discorso Kunt’san dice di volere, con la sua pittura, «rendere chiaro un sogno». Novalis sente che la poesia è solo «una forma […] di attenzione ai movimenti della nebbia nel mondo». William Blake vorrebbe parlarci di «ciò che è impossibile dipingere, ma che bisogna, a tutti i costi, dipingere». Gottfried Benn scrive che il dovere del poeta è «trasformare un codice di significati in una lezione di eresia». I racconti di questo libro sono lezioni di eresia: in quanto lezioni insegnano ma solo quello che non si può insegnare: la riflessione, eretica e inesauribile, sul rapporto fra l’artista e la sua materia. I monologhi di questi personaggi mostrano, senza dimostrare, che l’autentica lezione nasce da una forma di attenzione all’enigma del nulla e alla gioia delle sue metamorfosi – ed è «lezione di desiderio», come la definisce Joseph Koudelka, «scheggia adeguata al […] sogno», come osserva Hokusai. D’altronde, Witold Gombrowicz ammonisce: «È ragionevole […] chi sa parlare con una moltitudine di morti […]. Ogni uomo ha un tono e risponde delle sue tracce. Disorientare il presente è la sola legge della sopravvivenza che gli viene concessa. […] Il futuro dell’arte è nelle nuvole». E Bruno Schulz gli fa eco, dal frammento di una lettera apocrifa: «E tutto, alla fine, è in potere della grande e soprannaturale eresia: il sogno». (G. Zuccarino) |
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Pierre Klossowski - Alain Jouffroy IL SEGRETO POTERE DEL SENSO Conversazioni 1997 - 8° - br. ill. - 164 pp. - Euro 14,46 Introduzione al doppio universo di Klossowski – Primo dialogo. La figura originaria dell'adolescente – Secondo dialogo. Incontro nella galleria – Terzo dialogo. La mano dalle dita ripiegate – Quarto dialogo. A proposito di Gide, di Georges Bataille, di André Breton e della scrittura – Quinto dialogo. Il segreto potere del senso – Annessi – La prova del dialogo e la teatralità delle arti in Klossowski (G. Zuccarino) – Illustrazioni - Nomi citati In queste conversazioni con Alain Jouffroy, Klossowski, scrittore e artista ormai leggendario, ripercorre alcuni tratti del proprio lungo itinerario biografico, che lo ha visto confrontarsi successivamente con personaggi diversi come Rilke, Gide, Breton e Bataille. Parla inoltre dei propri libri e dell’attività pittorica cui si è dedicato, in modo pressoché esclusivo, negli ultimi decenni. Il volume – che oltre alle interviste include alcune disgressioni saggistiche di Jouffroy, nonché un breve testo e una lettera di Klossowski – costituisce un’ottima e accessibile introduzione ad un pensiero arduo e complesso (ammirato da filosofia più giovani come Deleuze e Foucault), che nel corso degli anni si è tradotto tanto in romanzi e saggi insoliti e trasgressivi, quanto in dipinti singolari e affascinanti. |
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LE TRAME PARALLELE
Letteratura e arti visive 1996 - 8° - br. ill. - 208 pp. - Euro 13,43 Premessa – Lettera (M. Belpoliti) – Lo schermo indiscreto. Il riflesso dell'immagine dipinta nella narrativa ottocentesca (A. Carrega) – André Thomkins. Quando la pittura presta l'orecchio alla lettura, la mano alla lettera (V. Conti) – Nero d'inchiostro (M. Ercolani) – Le figure sognate (E. Fabbrucci) – Autoritratto fuggente. Qualche appunto intorno ai fogli di Henri Michaux (L. Frisa) – L'arte della parola. Alcune recenti esperienze di parola in arte (E. Grazioli) – Atelier saviniano (S. Lanuzza) – Io e i poeti (G. Menegon) – Uno sguardo senza pietà. Beckett, la tv, il cinema (L. Sasso) – Dall'alto del Montserrat. Bataille e Masson (G. Zuccarino) – Nota sugli autori – Nomi citati |
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André Masson Il pittore e i suoi fantasmi Traduzione e cura di Luigi Sasso 2003 - 8° - br. ill. - 160 pp. - Euro 16,00 Origini del Cubismo e del Surrealismo - Il pittore e i suoi fantasmi -
Discorso sul surrealismo - Il re folle con la corona di fiamme [Lautréamont]
- Barlumi di memoria [Antonin Artaud] - Ricordo [Pierre Reverdy] - Il
vomere dell'aratro [Georges Bataille] - «Quando Georges Malkine mi portò...»
- 45, rue Blomet - A Joan Miró per il suo anniversario - Conversazioni
con Henri Matisse - Monet il Fondatore - Paul Cézanne a Aix-en-Provence
- «Cézanne è il primo pittore...» - Nicolas Poussin nel 1960 - Il
maestro delle tempeste [Delacroix] - Il pittore e la cultura - A
proposito di 22 disegni sul tema del desiderio - Anatomia del mio
universo - Il dialogo creolo tra André Breton e André Masson - Nota
biografica - Bibliografia essenziale - André Masson tra immagine e
scrittura (L. Sasso) - Nomi citati Questo libro offre un'antologia –
suddivisa in quattro sezioni – di testi di André Masson, uno dei più
importanti artisti del XX secolo. Alcuni scritti ricostruiscono l'origine
e la storia del surrealismo, nel tentativo di cogliere, di quest'ultimo,
i tratti specifici e innovativi rispetto ad altri movimenti
d'avanguardia, come il cubismo e l'arte astratta; altri presentano il
ritratto, a volte nella forma breve e illuminante di un ricordo, di
pittori e scrittori, tra i quali Bataille, Artaud, Malkine, Matisse,
Miró;
altri ancora costituiscono momenti significativi dell'inesausta
riflessione di Masson sulla propria opera, sulla profondità delle
proprie immagini, dominate da pulsioni tragiche e oscure, violente come
la fame e l'istinto, enigmatiche come un sogno, come la morte. Non
mancano pagine dedicate a importanti pittori del passato e tuttavia
vicini alla sensibilità e
alla concezione dell'arte di Masson, come Delacroix, Monet, Cézanne,
Poussin, dei quali ci viene presentato un profilo certo non
convenzionale, e altre che restituiscono la caotica atmosfera dello
studio parigino di rue Blomet, luogo di lavoro ma anche di singolari
esibizioni, dai balli in maschera a improvvisati incontri di boxe. Si
potrà così delineare, al termine di questo itinerario, quello che è il
sogno forse di ogni artista e sicuramente di Masson: far entrare
l'universo in un libro, in una tela, nello spazio, invaso e subito
abbandonato, di un foglio. André Masson (1896-1987) è stato
personaggio di spicco del movimento surrealista, con il quale mantenne
rapporti controversi fino alla rottura avvenuta nel 1929. Nella sua
inquieta ricerca di nuovi mezzi espressivi, Masson realizzò anche
importanti illustrazioni di opere di numerosi scrittori, tra cui Mallarmé,
Lautréamont, Dostoevskij, Sade. Visse, oltre che in Francia, in Spagna
nei primi anni Trenta e, durante la seconda guerra mondiale, in America,
riportando da questi soggiorni esperienze decisive per il suo percorso
creativo. Grandi retrospettive delle sua opera sono state allestite al
Moma di New York nel 1976 e a Londra nel 1987. In traduzione italiana è
disponibile solo un'antologia di testi dal titolo Il piacere di dipingere
(Torino, 1988). |
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Henri Michaux SULLA VIA DEI SEGNI 1998 - 8° - br. ill. - 94 pp. - Euro 11,37 Emergenze-Risorgenze – Disegni di bambini – Henri Michaux. Un incontro (Jean Dominique Rey) – Nota biobibliografica sull'autore – Movimenti di penna (Lucetta Frisa) – Nomi citati In Francia, dove è considerato un maestro del Novecento, Henri Michaux (Namur, 1899 - Parigi, 1984) è amatissimo: in Italia i suoi libri tradotti sono rari, spesso introvabili. Tra i principali ricordiamo: Altrove, Lo spazio interiore, Un certo Piuma. Solo quest’ultimo – in cui l’autore descrive le proprie sconvolgenti esperienze con gli allucinogeni – ha conosciuto, tra noi, un’effimera notorietà. Personalità ribelle, che elude ogni facile classificazione, Michaux svolge – alternativamente o contemporaneamente – la duplice attività di scrittore e pittore, restando di fatto un artista visionario dal fascino destabilizzante. Questo libro, intitolato Sulla via dei segni proprio per testimoniare la sua doppia natura di artista visivo e verbale, raccoglie due testi brevi ma significativi, scritti tra il 1972 e il 1984. Nel primo, Émergences-Résurgences, l’autore racconta con lucida consapevolezza i modi in cui la pittura è entrata nel suo universo di scrittore. Nel secondo, Essais d’enfants. Dessins d’enfants, riscopre, attraverso i disegni dei bambini, una prospettiva sovversiva del mondo. E, per finire, l’illuminante intervista che Michaux rilasciò nel 1972 a Jean-Dominique Rey, nella quale è possibile cogliere con estrema chiarezza sia il carattere di questa personalità eccentrica e straordinaria, sia le intenzioni del suo lungo ed enigmatico percorso artistico. |
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Semir Zeki - Balthus BALTHUS O LA RICERCA DELL’ESSENZIALE 1999 - 8° - br. ill. - 118 pp. - Euro 13,43 Prima conversazione – Seconda conversazione – Terza conversazione – Quarta conversazione – Quinta conversazione – Sesta conversazione – Un’idea di Balthus. L’opera d’arte al tempo della sua esemplarità teofanica (M.Morasso) – Nomi citati Un neurobiologo e un pittore, entrambi di fama mondiale, discutono di arte e percezione. Il primo è fiducioso nella scienza e nel progresso, mentre il secondo si considera estraneo al proprio tempo e prova nostalgia per il Medioevo, quando l’arte si basava sulla sapienza artigianale e sulla religiosità. Dapprima le sicurezze dello scienziato si scontrano comicamente con l’ironia sferzante del pittore, poi i due finiscono con l’accorgersi di condividere alcune idee, come quella che l'arte rappresenti una ricerca dell'essenziale. Mantengono però le rispettive convinzioni: per Zeki l’espressione artistica è fondata sui caratteri specifici del funzionamento cerebrale, evidenziati a volte con chiarezza nelle opere contemporanee; Balthus, invece, considera la pittura legata all’intuizione e alla spiritualità e giudica con sarcasmo quasi tutti gli artisti più celebrati della sua epoca (ai quali contrappone i grandi del passato, da Piero della Francesca a Cézanne). Il libro mostra dunque con efficacia come sia possibile, anche a partire da premesse diversissime, instaurare un fruttuoso dialogo sull’arte. |
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Leonardo Sinisgalli I MARTEDì COLORATI UN POETA ALLE MOSTRE 2002 - 8° - br. ill. - 200 pp. - Euro 15,50 Premessa – La rivoluzione in trattoria – Il polso dell'arte a Roma – Giro d'orizzonte – Architettura e architetti – Bianco più bianco – Pittura e antipittura – Gl'incunaboli di Capogrossi – Licini: lirismo e caricatura – Munari tra gli scettici – Burri e Virduzzo – Le relique di Mafai – Le caricature di Baj – Le vetrofanie di Schifano – La fede di Kandinsky – Breton, il surrealismo e la pittura – Metelli come Rousseau – Un calligrafo giapponese – Materassi di Monachesi – I cartelloni di Rosenquist – De Chirico, perdonaci! Novelli alla Marlborough – Caruso e Purificato – Laicismo di Manzù – Perez come Narciso – Inorgaggio e paesaggio – Giacomo Porzano – L'albero delle rose – Tempo di eclisse – Un pittore maledetto – Le civette gridano – La scelta difficile – Kounellis e le rose di pezza – Ettore Colla – Ferri trasparenti – I disegni di Gorky – I programmi di Marchigiani – Il sacro e il profano – Gli scarabocchi di Cy Twombly – Vespignani irrequieto – Max Ernst stregone – Ben Nicholson – Eresie di T. Festa – I pocedimenti di Adami – Le macchine di Tinguely – Viviani, il cacciatore – Coerenza di Corpora – Omaggio a Balla – Prampolini tra i pionieri – La camera dei giuochi – Le due frontiere di Praz – Atmosfera liberty – Genio e pignoleria – Chagall ottuagenario «Si
può leggere una mostra come si legge un libro». Partendo da una simile
premessa, Sinisgalli ha avviato, verso la metà degli anni Sessanta, una
rubrica di recensioni dedicata alle esposizioni d'arte. Sono articoli
vivacissimi, ricchi di aneddoti personali (forniti dalla conoscenza diretta
dei pittori) e di digressioni imprevedibili. Gli artisti su cui vertono
queste pagine vanno da classici del Novecento come Kandinskij, Chagall,
Ernst, Magritte, Bacon – o, per gli italiani, De Chirico, Licini,
Capogrossi, Burri – ad altri allora esordienti, ma destinati a diventare
significativi, come Schifano, Adami e Kounellis. Rivendicando a se stesso il
diritto di osservare le cose dell'arte con lo sguardo libero del poeta,
contrapposto ai condizionamenti subiti invece dai critici (spesso vincolati
a sostenere determinate teorie o tendenze), Sinisgalli fa le sue scelte
negli ambiti più diversi. Ma ogni volta dimostra di saper passare dalla
descrizione delle singole opere a una caratterizzazione generale della
personalità dell'artista. Questo volume, edito nel 1967 e mai ristampato
finora, offrirà non poche sorprese, anche a quei lettori che conoscano già
i testi più noti dell'autore. |
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Antoni
Tàpies CONVERSAZIONI
CON GEORGES RAILLARD 2002 - 8° - br. ill. - 132 pp. - Euro 15,50 Georges Raillard, Tàpies nell'atelier – Conversazioni con Georges Raillard – Ricerca d'interiorità – L'atelier, ossia la «cucina» – Gli autoritratti, il corpo-paesaggio – I materiali poveri: la terra, la paglia – Lo stile di Tàpies, la croce – L'immagine del muro – La mano dell'artista e il silenzio – Giornate di lavoro – La ricerca inquieta – La biblioteca catalana – Conoscenza e magia, le arti primitive – Lo «spettatore partecipante» – L'oggetto trovato e il bronzo – Opere su ordinazione: la campana, il calzino bucato – Marx, con la «x» – Picasso l'artista e il suo tempo – Tra il solido e l'effimero, la questione della vernice – Un'ultima immagine: l'orecchio – Nota bio-bibliografica – Giuseppe Zuccarino, Tàpies per immagini Uno
dei maggiori artisti viventi, Antoni Tàpies, risponde alle domande di
uno studioso della sua opera, Georges Raillard, autore anche del saggio
introduttivo al volume. Nei dialoghi vengono messi a fuoco i principali
temi e procedimenti che caratterizzano la lunga carriera del pittore: si
va dagli influssi ricevuti da parte di alcuni maestri dell'avanguardia
novecentesca come Picasso e Miró (su cui vengono offerti ricordi
personali) al riconoscimento dell'importanza dell'arte africana e
orientale, dall'impiego di materiali poveri e anti-pittorici quali la
terra e la paglia fino alle recenti sperimentazioni con la vernice e il
bronzo. Nelle sue riflessioni, Tàpies non si limita a chiarire in che
modo è venuto elaborando un proprio sistema di segni e tecniche
riconoscibili, ma si sofferma anche su problemi di ordine più generale,
mostrando che nel suo pensiero riescono a coesistere ed armonizzarsi
elementi in apparenza diversissimi, come le acquisizioni della nuova
scienza e la spiritualità del pensiero mistico, il legame con le radici
catalane e l'apertura alle culture esotiche, la ricerca di solitudine e
l'attenzione al ruolo politico dell'arte. |
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Giuseppe Zuccarino INSISTENZE 1996 - 8° - br. ill. - 128 pp. - Euro 8,26 Libro di frammenti non definibili come note critiche o appunti di diario o pensieri sull'arte, Insistenze è però tutto questo insieme e anche qualcosa di meno e qualcosa di più: una raccolta di «schegge di linguaggio», elusive ma perentorie, rigorose ma involontarie, estranee a un modello determinato. Queste «schegge» non inseguono la saggezza universale della massima o il dettaglio fulmineo dell'aforisma, non cercano la sentenza filosofica o il frammento poetico; anzi nel loro perenne interrogarsi, rafforzano l'instabilità del testo che interrogano e rendono precaria la sua stessa natura. Paragonandoli a una «limatura di ferro», a qualcosa di inappariscente che però conserva una sua particolare forza di attrazione magnetica, l'autore conferisce alla natura del frammento un valore minimo ma inequivocabile: quello di «precipitato» del discorso critico, di «lente ustoria» dell'attenzione riflessiva (dalla prefazione d3i Marco Ercolani). |
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Giuseppe Zuccarino LA SCRITTURA IMPOSSIBILE 1995 - 8° - br. ill. - 100 pp. - Euro 8,26 Premessa – Risvolti manganelliani – Modi e nodi del trattato in Manganelli – Emilio Villa o la passione delle origini – Fénéon: l'opera assente – Puncta – Dallo speculativo allo speculare. Klossowski e la comunicazione – La scrittura della notte e del giorno in Maurice Blanchot – La lettura impossibile – Nomi citati Gli autori presi in esame (Manganelli, Villa, Fénéon, Barthes, Klossowski e Blanchot) sono apparentati in primo luogo dalla singolarità del loro stile, e da quella, non minore, delle tematiche che affrontano. Inoltre ciascuno di essi ha avuto modo di sperimentare la natura sfuggente, insidiosa e per certi versi impossibile che è propria della scrittura letteraria. A ciò ha reagito negando le forme espressive tradizionali e inventandone di nuove, senza per questo voler o poter aggirare del tutto l’ostacolo. La letteratura, infatti, è un’esperienza anomala, in cui, come ha osservato Blanchot, «non si riesce che fallendo». Il breve testo che conclude il volume evidenzia come problematiche e difficoltà per certi versi analoghe non manchino di affacciarsi anche nel processo - solo in apparenza meno arduo e rischioso - della lettura. |
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Giuseppe Zuccarino L’IMMAGINE E L’ENIGMA 1998 - 8° - br. ill. - 136 pp. - Euro 11,37 Premessa – LETTERATURA E PITTURA — Dall'alto del Montserrat. Bataille e Masson – La prova del dialogo e la teatralità delle arti in Klossowski – Lezioni di scrittura – NARRAZIONI NOVECENTESCHE – La prigione e la torre – Il respiro del pensiero. Sul tema del canto nella narrativa di Des Forêts – Costruire la realtà. ordine e disordine in Gombrowicz – Destini d'artista – EPILOGO – Agone ed enigma - Nomi citati I temi dominanti di questo libro sono da un lato quello del rapporto fra immagine pittorica e parola scritta, e dall’altro quello dell’enigma, inteso come dimensione presente (in modo più o meno esplicito) in molti testi della modernità. Si passa così dalla ricostruzione dei rapporti fra Bataille e Masson all’esame dell’opera di un letterato, filosofo e pittore come Klossowski, dalle diverse accezioni del concetto di scrittura in Roland Barthes alle narrazioni, ricche di lati oscuri, di Blanchot, des Forêts, Gombrowicz ed Ercolani. Un breve saggio finale collega inaspettatamente gli agoni sapienziali del mondo greco e la moderna contesa fra gli interpreti del testo (illustrata con efficacia in un racconto di Henry James), ricordando quindi che scrittori e critici sono uniti proprio dal fatto di doversi confrontare, in due maniere diverse, col segreto che assai spesso si cela nelle opere letterarie. |
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Filosofia/religioni/scienze - Storia/economia/politica - Letteratura Prime edizioni del Novecento italiano - Varia - Libri di pregio |
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