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Renata Bruzzone

MOVIMENTO PROLETARIO

E DEMOCRAZIA EXTRA-ISTITUZIONALE

Per un uso rivoluzionario della crisi della Prima Repubblica

1995 - 16° - 88 pp. - br. - L. 10.000 - Euro 5,17

Premessa – Crisi economica, destabilizzazione politica e subordinazione del proletariato – Per un uso rivoluzionario della crisi della Prima Repubblica – Lotta politica difensiva e movimento democratico extra-istituzionale

Solo un filo conduttore politico può dare senso e continuità all’azione rivendicativa, la cui forza sta nella capacità di affermare – qui e subito e nella loro specificità, anche se nell’ambito di una visione più vasta – i bisogni dei lavoratori. L’azione politica, invece, pur tenendo conto di questi bisogni, deve anzitutto rapportarsi al quadro complessivo delle contraddizioni del sistema, anche a quelle interne alle classi dominanti, ai riflessi che queste hanno sugli assetti di governo e sulle stesse istituzioni e – pur quando la lotta immediata ristagna – porre pregiudiziali che permettano di migliorare le condizioni in cui agisce il movimento classista, allargare il fronte di adesione ad esso, indebolire la presa sul proletariato e sugli strati popolari da parte delle loro organizzazioni tradizionali, mettere in campo un’opposizione autonoma verso la destra vecchia e nuova anche su problemi che non abbiano un riflesso diretto sui lavoratori.
Si tratta di rovesciare il punto di vista corrente sullo sviluppo della lotta di classe, secondo il quale si dovrebbe passare da un movimento economico e sociale spontaneo – che non esiste e di cui non si vedono le avvisaglie – alla formazione di una struttura politica d’avanguardia (per selezione, per rivelazione improvvisa delle qualità rivoluzionarie di una qualsiasi setta o per altre vie). Si tratta cioè di promuovere l’aggregazione di soggetti politicizzati – azione il cui punto di partenza non è affidato alla sorte – attorno ad un programma di fase che abbia come obiettivo quello di enfatizzare le difficoltà di governo della borghesia, sviluppare iniziative di sostegno a tale sforzo, utilizzare tali difficoltà di governo per la promozione di un movimento democratico extra-istituzionale e, lungo tale percorso, selezionare un partito rivoluzionario con radicamento di massa.

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Narrativa

DALLO SFRUTTAMENTO NEI LAGER

ALLO SFRUTTAMENTO DEI LAGER

Una messa a punto marxista sulla questione del revisionismo storico

1994 - 16° - br. - 60 pp. - L. 8.000 - Euro 4,13

Premessa – Il fenomeno concentrazionario – Leggere Rassinier – Dora o la burocrazia concentrazionaria – La questione ebraica – Le «camere a gas»

Poesia

Fuori collana

Pierre Guillaume

Della miseria intelletuale in Francia in ambiente universitario e specialmente nella corporazione degli storici

Jean-Claude Pressac,

preteso demolitore del revisionismo olocaustico

1996 - 16° - br. - 72 pp. - L. 10.000 - Euro 5,17

Studio critico delle tesi del Pressac sulle camere a gas – Inedito in Francia

Il mio testo, fino a che nessun argomento gli verrà opposto, dimostra che il libro di Pressac, all’inverso di ciò che si è universalmente asserito, reca una documentazione considerevole la quale conferma in tutto e per tutto il punto di vista revisionistico sulla questione specifica dei crematori di Auschwitz. Quando lo stesso Pressac pretende il contrario – e il pretenderlo era condizione necessaria perché la documentazione di cui disponeva potesse venir pubblicata altrimenti che in via confidenziale –, lo pretende infilando i suoi ragionamenti capziosi su un grossissimo spago, il quale segna la strada: basta tener dietro a questo spago, così come bastò tener dietro ai sassolini di Pollicino. (Pierre Guillaume – Giugno 1995)

Carlo Mattogno

RASSINIER, IL REVISIONISMO OLOCAUSTICO

E IL LORO CRITICO FLORENT BRAYARD

1996 - 16° - br. - 60 pp. - L. 10.000 - Euro 5,17

In questo saggio Carlo Mattogno, il più conosciuto tra gli studiosi italiani del revisionismo olocaustico, difende questo indirizzo di indagine storica dall’attacco che ad esso è stato portato da un libro di recente pubblicazione: Comment l’idée vint à M. Rassinier di Florent Brayard, con prefazione di Pierre Vidal-Naquet. Mattogno ne critica le pretese demolitorie, mettendo in evidenza quella che, sul terreno dei fatti, si manifesta come la loro sostanziale inconsistenza.

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