IL CASO FAURISSON E IL REVISIONISMO OLOCAUSTICO

Testi di Noam Chomsky, Robert Faurisson, Serge Thion  

Saggio introduttivo di Cesare Saletta  

1997 - 8° - br. - 148 pp. - Euro 14,46

Invece di una prefazione: Non morite idioti! (AAARGH) – La repressione legale del revisionismo olocaustico e l'emergere di una questione ebraica (C. Saletta) – Note – Appendice: Un rechercheur salarié contro il revisionismo di sinistra – IL CASO FAURISSON – Alcune riflessioni elementari sul diritto alla libertà d'espressione (N. Chomsky) – Il problema delle camere a gas (R. Faurisson) – Annesso: Nessuna gassazione a Dachau (M. Broszat) – Una prova... una sola prova (R. Faurisson) – «Hitler non ha mai ordinato né consentito che chicchessia fosse ucciso a causa della sua razza o della sua religione» (R. Faurisson) – «Il problema delle camere a gas» o la «diceria di Auschwitz» (R. Faurisson) – Avvertenza premessa a Mémoire en défense (R. Faurisson) – Per una storia veridica della seconda guerra mondiale (R. Faurisson) – Verità storica o verità politica? (S. Thion) – Il carattere necessario del caso Faurisson (S. Thion) – Olocausto e revisionismo (Vrij Historisch Onderzoek) – Nomi citati

Le pretese camere a gas hitleriane e il preteso genocidio degli ebrei costituiscono una sola e medesima menzogna storica che ha aperto la strada ad una gigantesca truffa politico-finanziaria, i cui principali beneficiari sono lo Stato d'Israele e il sionismo internazionale e le cui principali vittime sono il popolo tedesco, ma non i suoi dirigenti, il popolo palestinese tutt'intero e, infine, le giovani generazioni ebraiche, che la religione olocaustica chiude sempre più in un ghetto psicologico e morale. (Robert Faurisson – Febbraio 1985)

In visita in Germania, ho vissuto con grande emozione la discussione relativa ad «Olocausto». A quell'epoca sono riuscita a sfuggire all'inferno degli anni terribili. Il tempo che ho passato a Buchenwald e ad Auschwitz rimane impresso in maniera indelebile nella mia memoria. Nei miei tre anni di detenzione ho visto l'uomo al suo stadio primitivo: la dismisura di uomini che detenevano potere su uomini, fino alla brutalità folle; ma anche i tesori di tolleranza e la grande anima del mio popolo. Poiché la verità è indivisibile, debbo dire anche che in quei tempi difficili ho ricevuto aiuto e conforto da molti tedeschi e che non ho visto né inteso parlare di camere a gas, ma che ho saputo della loro esistenza solo dopo la mia liberazione. Su questi argomenti io sono come molti tedeschi e dunque comprendo il dubbio tanto espresso ora e trovo che sia importante che venga fatto un esame completo da persone che non abbiano partecipato assolutamente a quegli avvenimenti; perché solo la verità ci può aiutare a giungere ad un accordo, tra noi – adesso – e nelle generazioni future. (Ester Grossmann, Holton, Israele, Lettera alla «Westdeutsche Zeitung - Generalanzeiger», ed. di Wuppertal, 16 febbraio 1979)

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